Si è concluso un nuovo anno sportivo di All Inclusive sport.

Ma di cosa si tratta?

All Inclusive Sport è il primo progetto di rete della provincia di Reggio che permette ai bambini e ragazzi con disabilità di essere inseriti nelle società sportive del loro territorio. Tutti sappiamo che lo sport fa bene sia al corpo che alla mente, permette di creare relazioni con gli altri, permette di mettersi in gioco e di provare a superare i nostri limiti. Ricordiamoci che lo sport è un diritto per tutti, anche per chi ha una disabilità sia fisica che cognitiva.

Come avviene l’inserimento?

La richiesta di inserimento può avvenire direttamente dalla famiglia oppure dalla scuola o dai servizi. Seguono poi diversi passaggi: un primo colloquio con gli interessati è fondamentale per comprendere i desideri del ragazzo e soprattutto le aspettative dei genitori. Ne segue la ricerca (nel territorio in cui il ragazzo ha le sue relazioni) della società sportiva disponibile ad accogliere..

all inclusive copertina

Quali sono le figure professionali presenti nel progetto?

Sono presenti due figure fondamentali: il tutor e il supertutor.
Il tutor è colui o colei che affianca il bambino o ragazzo durante tutto l’inserimento nella società sportiva. Si tratta di educatori, allenatori, tecnici di società sportive ma anche volontari o amici. Non ci sono preclusioni perché l’esperienza ci ha insegnato che ogni tutor e ragazzo disabile creano una storia a sé.
Il supertutor è un professionista di sport e disabilità che si occupa di orientare le famiglie nella scelta della società sportiva, coordina e supervisiona il lavoro dei tutor. I supertutor sono alcuni degli esperti nei corsi di formazione del progetto.

Quali sono i costi per le famiglie e le società sportive?

Nessun costo aggiuntivo per le famiglie: solo il costo dell’iscrizione alla società sportiva.
Il costo del tutor e del supertutor è interamente a carico del progetto.
Nessun costo per le società sportive che accolgono. Anzi, grazie al progetto, hanno a disposizione personale formato che può essere di supporto all’intera squadra.

In Val d’Enza come sta andando il progetto?

Siamo molto soddisfatti: abbiamo inserito 6 ragazzi (le risorse del progetto non ci hanno permesso di andare oltre) dei Comuni di Gattatico, Cavriago, Montecchio. Le società sportive che hanno accolto sono state US Montecchio, Polisportiva Arena, Polisportiva Bibbianese e ASD Libertas Calcio di Cadè. Gli ultimi incontri con i ragazzi, le famiglie e le società sportive hanno confermato che l’esperienza è stata positiva: le famiglie hanno espresso il desiderio di proseguire anche il prossimo anno e le società sportive di approfondire questa esperienza. Il supertutor di riferimento per la Val d’Enza è Tristano Redeghieri.

Qual’è il prossimo obiettivo?

Quello di mettere a sistema il progetto ovvero fare in modo che possa diventare un servizio per tutta la cittadinanza. Il progetto ha un problema strutturale di sostenibilità economica: abbiamo scelto e confermato che i costi del servizio non devono gravare sulle famiglie. Crediamo che tutta la comunità, attraverso le proprie amministrazioni comunali, debba farsi carico di creare le condizioni affinché tutti possano praticare sport e farsi carico dei costi o almeno di parte di essi.
Una “call to action” è rivolta anche al mondo profit: è possibile contribuire sostenendo questo progetto contattando direttamente la nostra associazione.

 

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