Andrea Devicenzi

INCONTRO CON IL CAMPIONE PARALIMPICO NAZIONALE

ANDREA DEVICENZI

Martedì 11 aprile – ore 20.30

presso il Centro Culturale “Mavarta” di Sant’Ilario d’Enza (Re)

INGRESSO LIBERO

foto Andrea Devicenzi

Un incontro che può cambiare la vita, per comprendere che molte volte i limiti sono soltanto nella nostra testa. Un incontro con un uomo che con una sola gamba è riuscito a raggiungere le vette più alte del mondo. E’ questo l’incontro con Andrea Devicenzi, giovane cremonese amputato di gamba a 17 anni a causa di un incidente motociclistico e oggi campione paralimpico di triathlon che ha raggiunto brillanti risultati nello sport e nella vita.

L’incontro è  realizzato con il contributo di Cassa Padana Bcc, la collaborazione di “Solidarietà 90” di Reggio Emilia ed il patrocinio del Comune di Sant’Ilario d’Enza.

La serata rientra nell’ambito del quarto Giro Formativo “Progetto 22”, incontri promossi con oltre 30 istituti superiori del Nord Italia che stanno portando Devicenzi ad incontrare, tra marzo ed aprile, oltre 15.000 studenti.

Si potrebbe definire una storia di rinascita. Eppure, questa sintesi non rende giustizia all’esperienza di vita di Andrea. Era il 28 agosto del 1990 quando, in sella alla sua moto, si scontra frontalmente con una macchina e perde per sempre la gamba sinistra. Una vita davanti; amici e parenti che iniziano a dipingere i limiti della sua vita. E un ragazzo che, giorno dopo giorno, sceglie di tornare alla vita, di riprendere in mano il suo tempo per renderlo pieno, vivo e grande.

“Ho sempre creduto nelle mie possibilità e da questa disgrazia ne sono uscito ancora più convinto di questo. Ho sviluppato una positività ed una maturità che riesco a trasferire non solo nello sport, ma anche nella vita quotidiana, in famiglia, nel lavoro”. Un campione nella vita e nello sport.

Raccontare tutti i risultati raggiunti da Andrea in questi anni è impossibile. Due su tutti: nel 2010 ha raggiunto in autonomia la vetta del Kardlung La, in India, percorrendo la strada carrozzabile più alta del mondo. Lo scorso anno, nell’estate del 2016, partendo da Lima (Perù), ha percorso 1.200 chilometri in mountain bike e 4 giorni di trekking per raggiungere il sito archeologico di Machu Picchu.

Durante l’incontro, il campione racconterà la sua testimonianza di uomo e di sportivo, con l’entusiasmo che da sempre lo contraddistingue. “Portare la mia esperienza alle persone è una delle sfide più belle che abbia mai affrontato nella mia vita. Questi incontri mi aiutano ogni giorno a diventare sempre più consapevole di quanto ognuno di noi sia ricco di intelligenza, capacità e talenti che non aspettano altro di essere coltivati. E’ davvero possibile rendere grande la propria vita.”

Proprio la vita, in assoluto il dono più grande che ci sia stato donato dall’Universo. “La nostra vita va vissuta al massimo perché fuori dalle nostre quattro mura c’è un mondo meraviglioso che ci aspetta”.